Rendere il proprio programma liberamente consultabile dagli altri è al centro della filosofia open source, l'obiettivo consiste nel pubblicare il proprio lavoro online per ricevere feedback sullo sviluppo, aspetto che assume un ruolo cruciale anche nel contesto della sicurezza.
Quando il codice di un programma o di un progetto è reso liberamente accessibile, tutti possono verificare che:
Quando il software non è open source, nulla può essere dato per certo. Spesso si sente affermare: "Non ho nulla da nascondere" riferendosi ai servizi Google. Tuttavia, queste persone stanno concedendo a Google la capacità tecnica di analizzare tutte le comunicazioni email, con o senza intelligenza artificiale (Gmail), generando problematiche significative per la privacy: ricezione di cedolini, profilazione delle comunicazioni, PDF relativi a eventi e biglietti sono solo alcuni esempi.
Questo comporta potenziali profilazioni dettagliate:
Alla luce di tutto questo, se utilizzate l'IA di Google, e siete ancorati ai loro servizi per comunicare e lavorare, potrebbe rispondere così ad una vostra richiesta:
Utente: "Ciao Gemini, puoi farmi il riassunto del libro XXXX?"
Gemini: "Ciao Michele, potrei fornirti il riassunto, tuttavia il docente/professore ti ha inviato una comunicazione specificando che il compito spetta a te. Pertanto non posso procedere."
È importante chiarire che il fatto che queste situazioni siano potenzialmente realizzabili ma ciò non implica necessariamente che si verifichino o si verificheranno mai. Tuttavia, sono proprio questi deficit nella protezione della privacy che hanno motivato l'abbandono dei servizi Google da parte mia e di molti altri.
Tornando al discorso Open Source abbiamo ora capito quanto un programma o servizio non open source, sotto il cofano possa nascondere un'infinità di criticità per la sicurezza e per la privacy personale.
Per chi necessita di un servizio email alternativo, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito:
Recentemente sto facendo in modo di tagliare fuori WhatsApp dalle mie comunicazioni.
Il motivo? è abbastanza ovvio, WhatsApp non è più solo un sostitutivo degli SMS, ma sta diventando un vero e proprio social media.
Le aziende utilizzano account business per comunicare con i clienti ed è comparso un bel pulsantone per parlare con l'AI.
Ultimamente stiamo assistendo a un fenomeno definito come "Artificial Intelligence Washing".
È quando le aziende cercano di apparire tutte uguali in un certo modo, per seguire una tendenza.
Per esempio durante il Gay Pride le aziende tendono ad usare immagini arcobaleno e spesso cambiano anche il proprio logo per renderlo colorato (spesso associato ai colori dell'arcobaleno utilizzati nei Gay Pride e nella bandiera dell'orgoglio Gay), questo fenomeno prende il nome di "Pride Washing".
Il termine "Washing" è spesso usato come dispregiativo, ed indica la tendenza di un'azienda ad effettuare determinate pratiche di marketing non perchè crede nella causa, ma perchè deve seguire la moda.
Questo succede anche con l'intelligenza artificiale: molte aziende vogliono inserire l'IA in ogni loro prodotto o servizio. Anche dove non serve davvero o addirittura diventare superflua e ingombrante, come succede con WhatsApp. (Integrazione con la chat META AI)
Facebook, ora chiamata Meta, ha sempre raccolto e venduto informazioni e dati degli utenti.
Per quanto riguarda WhatsApp, tutte le chat sono protette da una crittografia chiamata E2EE (End-to-End Encryption), che mantiene private le conversazioni. Tuttavia, tutte le altre informazioni, come ad esempio i numeri di telefono, i dati di uso dell'app e altre attività, vengono registrate e inviate a Meta.
Parliamo di informazioni come:
Al momento l'alternativa più valida, e che probabilmente sarà la mia scelta definitiva è Signal.
Signal è un'app di messaggistica istantanea focalizzata sulla privacy, completamente gratuita e open source, che protegge tutti i messaggi, chiamate e file scambiati grazie alla crittografia end-to-end.
Preferibile rispetto ad altre app perché non raccoglie dati sensibili degli utenti, non mostra pubblicità e non appartiene a società a scopo di lucro, garantendo così indipendenza e massima sicurezza delle informazioni.
Inoltre, il protocollo di sicurezza Signal è pubblico e utilizzato come riferimento anche da altre piattaforme di messaggistica.
Piccola nota: il protocollo che WhatsApp ha adattato alle proprie chat per quanto riguarda la crittografia, è il protocollo E2E sviluppato da Signal.
Al netto di queste considerazioni, e altre, troppo tecniche per essere affrontate su questa pagina, ho deciso di eliminare WhatsApp dalla mia vita
Hai domande? sentiti libero di contattarmi tramite il pulsante conttattami :)
Hai bisogno di una lista di programmi e servizi da usare ed evitare che le Big Tech sappiano tutto quello che fai?:
Commenti (0)
Nessun commento ancora. Sii il primo a scrivere!